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"Bezzi"
Erano 7 ore che fissavo il lago, intorno a me tutti ferravano carpe deridendomi da lontano, dal mio pod penzolavano ragnatele e le mie gambe ormai si erano addormentate per la statuaria posizione assunta da diverse ore. Tre erano le esche in cui confidavo, due già compagne di avventure, ottime boiles da 20 mm che non tradivano mai, una, la nuova arrivata, un pellets che il mio amico Oscar mi aveva regalato dicendomi “provalo”, quel pellet montato su un finale di amnesia avrebbe fatto la selezione… quella selezione che ogni carpista cerca, le carpe di media grandezza che continuamente schizzavano fuori allamate da piccole granaglie miste non avrebbero mai optato per la mia esca, non volevo loro, stavo cercando qualcosa di più, uno degli esemplari più grandi del piccolo lago dove mi trovavo stava per fare una scelta, la scelta che l’avrebbe portata tra le mie braccia, era già un pò che vedevo nei pressi della mia zona pasturata un bell’ esemplare che sfiorava l’acqua creando de rigiri con la coda che facevano pensare ad un imminente grido dell’ segnalatore, il sole scendeva lentamente erano le 15:30 del 11 novembre del 2005, l’ora legale era già in vigore e aveva ridotto le mie 10 ore che solitamente riuscivo a rubare al mio tempo prima del mio lavoro serale, una piccola parentesi che si stringeva sempre più, da li a poco avrei dovuto smontare ed incamminarmi verso casa, l’atmosfera si faceva sempre piu’ fresca l’inverno era ormai alle porte, e all’improvviso…bip…bip…bip lentamente e inesorabilmente, ad intervalli, come ogni carpista sa le carpe grosse si muovono lentamente, massicce sul fondo trascinano la loro mole, e all’abboccata sembrano pesciolini ma…
Subito la ferrata, e la canna innalzata verso il cielo si piega pesantemente verso fondo del lago “Srike” la pesante mole si fa subito sentire, era un pesce anziano che contava sulle sue capacità, ma dall’altra parte della lenza c’ero io, che sapevo cosa fare, lentamente si dirige verso acque più profonde. L’adrenalina subito sale a 1000 “è grossa” esclama il mio amico Gianluca che la sa lunga in fatto di carp fishing, e ora tutto il tempo impiegato a fissare le scimmiette aveva un senso, anche in un piccolo lago sportivo si possono provare grandi emozioni, è l’amore per la nostra passione, è lo stile di vita che abbiamo scelto, la nostra forza, captare tutti i movimenti della nostra cattura e come diventare parte di essa. Dieci minuti di concentrazione, lavoro duro ma pian piano la grossa carpa emerge mostrando la sua splendida livrea dorata da regina.
Il combattimento aveva stremato entrambi ma ora un’anziana carpa di 16 Kg, con una vecchia cicatrice provocata sicuramente da qualche carpista senza scrupoli era ora sul mio materassino, la ricorderò con il nome di Bezzi, sperando che possa regalare ad altri le stesse sensazioni, che mi ha donato.

Alex ROMACARP-TEAM
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