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Turni anche nel carp fishing
Voi tutti ben sapete quanto sia difficile programmare una sessione di pesca che duri tre giorni se non si hanno ferie. Beh, Nico ed io ci siamo riusciti.
Il lunedì, fortunatamente, eravamo liberi entrambi e così ci siamo dati appuntamento sul posto alle sei del mattino. Dopo i vari preparativi, iniziammo a calare le canne cercando di individuare le zone di sicuro passaggio delle carpe, o i punti dove si alimentavano. Fortunatamente, avevamo dalla nostra un’acqua limpida, che ci permetteva di vedere il fondo. Il primo giorno sarebbe trascorso tutto in silenzio, se non fosse stato per il violento sbattere d’ali di un paio di cigni che avevano deciso di farci visita e sorvolare la cava in compagnia d’alcune anatre selvagge. La mattina successiva, intorno alle otto, Nicola mi affidò le sue canne e si preparò per recarsi al lavoro; prima di salutarci, bevemmo insieme una tazza di caffè caldo, accompagnata da una brioche. Il tempo trascorreva lento ed io, rimasto solo, mi rilassai leggendo un buon libro; ero proprio così, assorto nella lettura, quando verso le 15:00 l’avvisatore di destra di Nicola cominciò a suonare come un pazzo! Felice che finalmente un pesce avesse abboccato (ed allo stesso tempo un po’ amareggiato perché è sempre lui che ha la fortuna dalla sua), iniziai a recuperare. Dopo circa venti minuti cominciai ad intravedere la sagoma di un bel pesce che stimai essere sui 17 - 18kg; al colmo della gioia lo portai a guadino e, complice il riflesso del sole, ammirai in tutta la sua bellezza l’esemplare di carpa a specchi che si trovava nel nostro carp sack. Lo pesai: per soli due etti non raggiunse i 19kg. Immaginate voi la mia felicità! Era sera quando Nico tornò dal lavoro ed io gli raccontai tutto quello che era accaduto; soddisfatti e felici, affrontammo insieme la seconda notte, ancora più fiduciosi e carichi di speranza che nelle prossime ore potesse succedere ancora qualcosa, ed invece… tutto tacque. Arrivò così l’alba del giorno più amaro, quello in cui fui io a dover abbandonare la mia postazione per andare al lavoro. Come se non bastasse, un pensiero mi perseguitava: “La dea fortuna non avrà mica deciso di baciarmi proprio oggi che starò lontano tutto il giorno facendo abboccare una carpa alle mie canne?”. Al lavoro, il trascorrere del tempo sembrava più lento del solito. Finalmente arrivò sera e tornai con gran soddisfazione al laghetto, già pregustando il piacere della terza notte di pesca che ci aspettava, ma ad attendermi c’era una sorpresa poco piacevole: Nico non si sentiva bene. Per fortuna si trattava solo di un malessere passeggero che però lo mise a tappeto. Con grande dispiacere di entrambi, decise quindi di tornare a casa (in quelle condizioni un letto caldo era decisamente più adatto di una tenda!). Triste per essere rimasto solo, mi addormentai, sognando almeno la “super cattura”. Non so se c’è qualcuno che fa in modo che prima o poi alcuni dei nostri sogni si avverino, fatto sta che alle 04:30 una sveglia, con il suono più bello che un carpista possa immaginare, mi riportò alla realtà: il mio avvisatore stava urlando! Ferrai e sentii dall’altra parte del filo una piacevole resistenza; questa volta, però, dovetti prendere la barchetta per andare a recuperare la mia cattura, visto che era andata a ripararsi in mezzo ad una “nuvola” di erbe. Dopo più di mezz’ora tornai a riva e come trofeo portai con me un’altra specchi niente male: 18kg. Esausto e soddisfatto, mi rimisi finalmente a dormire. La mattina verso le 10:00 telefonai a Nico per sentire come stava e se ce la faceva a venire a fare le foto. Nel frattempo caricai in macchina tutta la mia attrezzatura. Arrivò in pochi minuti: seguendo i solito rituali, fotografammo ed infine rilasciammo le nostre due bellissime prede e soddisfatti ci stringemmo la mano, entrambi convinti che ne era valsa la pena. Fare i turni ci aveva distrutti fisicamente, ma moralmente eravamo stati ben ricompensati. Eravamo ormai pronti per andare a casa. Felici e contenti, pensavamo già alla prossima uscita, ma soprattutto a quanto era meraviglioso il carp fishing: sensazioni indescrivibili.
Guido Coldebella.
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