"Glossario (semiserio) del carpista moderno"
A: Airig (Hair Rig) Visto che la ‘acca’ è una lettera muta, la si omette spesso e volentieri, ottenendo così una specie di lamento che fuoriesce dalla bocca del carpista. Comunque il significato è chiaro ed indica il ‘capello’ che ospita la nostra esca.
B: Boies oppure Boilers oppure Bolas (Boilies) quelle magiche ‘palline’ che ci fanno sognare catture tanto incredibili quanto inverosimili e trasformano le nostre cucine in qualche cosa che si colloca tra il deposito di sfarinati di un consorzio agrario ed un ‘polverosissimo’ laboratorio chimico assolutamente ‘top-secret’ degno dei migliori ‘filmacci’ di spionaggio russo-americani. Molte volte sono il ‘vanto’ del carpista (“…con queste boilers ho preso una carpa di 15-18 chili…”).
C: Carfisin (Carp Fishing). E’ cosa abituale, nel linguaggio parlato, evitare il più possibile le ‘storture buccali’. La nostra disciplina, quindi, viene rinominata in quella forma più contratta ma pratica e veloce da pronunciare.
D: “DDDDagheeee!!” (Dacci!!) In dialetto veneto è l’espressione usata dal carpista quando sente un avvisatore (che non è tra i suoi) suonare all’impazzata senza nessuno negli immediati paraggi che si preoccupi di andare a ferrare (il ‘maratoneta’ che di lì a poco correrà come un pazzo verso le canne per ferrare, con almeno mezzo metro di lingua fuori per la fatica, sarà inevitabilmente sbeffeggiato per tutto il resto della giornata…).
E: Ecoscandaglio. Strumento che (sicuramente) fa bella mostra tra l’attrezzatura di pesca e dà, a chi lo possiede, quell’aria da esperto anche se è solamente da tre giorni che ha acquistato la sua prima canna da pesca. Da qualcuno viene utilizzato solamente per vedere se in quel dato luogo ci sono pesci di grosse dimensioni (funzione che viene svolta dall’apparecchiatura in maniera piuttosto approssimativa e con scarsa precisione), magari ignorando completamente le fattezze del fondale (motivo principale del suo utilizzo).
F: Frustata. Azione creata dal lancio più o meno potente effettuato dal carpista con la propria canna. Quelli bravi, riescono a far ‘fischiare’ la canna che, in fase di lancio, emette quel classico rumore quasi ovattato (suqasssh!) che somiglia proprio al sibilo emesso da una frusta. Quelli un po’ meno esperti ma più scaltri (sapendo di non essere ancora in grado di raggiungere quella potenza necessaria), durante la fase di lancio riescono a simularne il rumore con la bocca (tante volte si allenano a casa il giorno prima della loro uscita di pesca). I meno esperti, di solito, rompono tutto ed invece di ‘suqasssh!’, producono uno ‘spakkk!!’: il rumore dello shock leader che si spezza mandando terminale e piombo chissà dove… (il più delle volte si giustificano, tra un’imprecazione e l’altra, dicendo che si è chiuso l’archetto del mulinello oppure che il filo si è attorcigliato attorno alla manovella od altro ancora, lasciando traspirare dal proprio viso quel leggero rossore di imbarazzo…). In tutti i casi (ed in quest’ultimo in particolar modo) è assolutamente indispensabile per la propria incolumità stare sempre ‘di lato’ del carpista (ASSOLUTAMENTE MAI davanti o dietro).
G: “Già che sei lì….”. Immancabile frase che tutti noi abbiamo pronunciato al nostro socio di pesca e che il più delle volte evita a chi la pronuncia la classica ‘rottura di scatole’ di doversi scomodare per prendere ‘questo’ o ‘quello’ in quel dato momento distante dal raggio d’azione delle nostre braccia…
I: Immondizia: alcune rive ne sono letteralmente sommerse (e non unicamente per colpa di rappresentanti della nostra categoria, questo è bene sottolinearlo…). Molti di noi, fortunatamente cominciamo ad essere in tanti, si sobbarcano l’incarico di raccogliere quello che altri hanno lasciato sullo spot di pesca e di gettarlo nel cassonetto assieme ai nostri rifiuti.
L: Lancia-boilies. Strumento di varie forme che (in teoria) serve solo per scagliare le nostre esche nei paraggi del nostro innesco. Per noi, invece, è come quei coltellini svizzeri dotati di svariate funzioni. Viene usato anche per:
• svegliare il nostro socio di tenda perché russa troppo (bacchettata sulla testa… quando “va bene”);
• cacciare via insetti, topolini, ratti, nutrie o quant’altro si avvicini al nostro spot di pesca con fare (a nostro avviso) minaccioso;
• sbrogliare il nostro terminale da quel rametto che sta sopra la nostra testa di cui immancabilmente, ogni volta che eseguiamo un lancio, dimentichiamo l’esistenza…
• grattarci la testa quando abbiamo prurito oppure abbiamo combinato una qualsiasi ‘stupidaggine’ e ce ne rendiamo perfettamente conto (alla stregua di un monello sorpreso a fare qualche marachella);
• come fosse un ‘machete’ per accedere a spazi coperti di vegetazione piuttosto alta;
• oppure a mo’ di ‘rampino’ per recuperare quello che ci cade in acqua e non arriviamo a recuperare con le mani (sacche di mantenimento, math ecc…).
Se ci pensate bene, nella maggior parte dei casi il ‘lancia-boilies’ si rompe per l’uso improprio che ne viene fatto (personalmente ne ho già rotti due…)
M: Materassino. Strumento di cui, purtroppo, alcuni ignorano l’esistenza; altri ancora, invece, il corretto utilizzo. Tante volte rimane sempre ben impacchettato all’interno dell’ automobile. Qualcuno giustifica questo atteggiamento per… “evitare di sporcarlo e perché dopo la pescata emette cattivissimi odori e sai… a casa potrei avere problemi con la mia compagna/moglie…”. Inutile ricordare che ha la stessa importanza del guadino (il primo strumento ad essere ‘aperto’ e l’ultimo ad essere ‘chiuso’).
N: “Neanche un beep”. Tipica frase pronunciata (di solito a denti stretti) dal carpista che viene interpellato dall’occasionale visitatore. Interessante è sapere che si può capire (anche senza chiederglielo) da quanto tempo si trova in quello spot senza prendere pesce; di seguito alcune indicazioni:
• risposta pronta, chiara e con un sorriso: si trova lì da poco (un paio d’ore al massimo);
• risposta pronta, chiara ma senza girarsi verso di voi: sta sulla postazione da almeno mezza giornata;
• Risposta quasi pronta, sottovoce sempre senza girarsi verso di voi: sta lì da almeno un giorno;
• risposta simile ad un ‘ringhio’, si gira verso di voi con l’espressione quasi da pazzo omicida, sprizza odio da tutti i pori e vi ‘fulmina’ con gli occhi: non vede una ‘partenza’ da almeno due giorni… in questo caso si consiglia di stargli ad almeno due metri di distanza in quanto potrebbe azzannarvi!
O: Ossigenazione. Operazione che tanti carpisti conoscono di nome ma che, purtroppo, raramente (per non dire mai) praticano. E’ quell’azione che deve essere fatta prima di rilasciare il pesce (a qualsiasi specie esso appartenga) e serve per ‘far riprendere le forze’ al nostro amico pinnuto. Con quest’azione si tende a far sì che la nostra preda svuoti le vesciche natatorie dall’aria incamerata in fase di salpaggio oppure in quel periodo rimasto fuori dall’acqua per la foto di rito. Operazione di particolare importanza nonché delicatezza nel caso si catturino carpe erbivore (Amur).
P: Pompare: Azione che viene fatta con il braccio quando alla propria canna c’è attaccato qualcosa di grosso (può essere un pesce ma anche dell’altro). I più inesperti, a sentire questa parola, pensano a cose strane… Lo si può capire dall’abbozzo di sorriso che compare sulla loro faccia al pronunciare questa parola…
Q: “Questa è grossa”. Frase tipica del carpista quando ha una carpa in canna, indipendentemente dal peso che essa farà registrare una volta a riva. Altresì esprimibile come “Quella era veramente grossa!!” riferito ad una carpa appena persa per slamatura o rottura… della serie: “sono sempre i migliori che se ne vanno”.
R: Recupero. Azione apparentemente semplice e scontata per ogni pescatore ma che spesso si riconduce ad un vero e proprio ‘tiro alla fune’. Dobbiamo avere l’accortezza di utilizzare canne con libbraggi adeguati. Se siamo soliti pescare in cave di piccole dimensioni, oppure in posti dove sappiamo che il pesce è di taglia medio-bassa, sono perfettamente inutili (per non dire controproducenti) canne da 3.5lb.
S: Salvagente. Purtroppo molte persone sono convinte che ‘a loro non capiterà mai’ di trovarsi in difficoltà cadendo in acqua… Non prendiamo mai sottogamba il pericolo a cui possiamo andare incontro se, uscendo in barca (di giorno oppure di notte) per qualsiasi motivo cadiamo in acqua. Questo prezioso strumento va indossato sempre. Lo dobbiamo considerare alla stregua dell’ormai inseparabile ‘cintura di sicurezza’ che si trova sulle nostre automobili. Quindi è indispensabile sempre. Diventa assolutamente fondamentale nelle sessioni invernali quando siamo talmente vestiti che sembriamo il pupazzo pubblicitario della ‘Michelin’.
T: Tenda-cucina. A detta di molti è un attrezzo indispensabile (soprattutto se stracolmo di cibarie e beveraggi vari) quasi quanto le canne da pesca. Di solito esiste un preciso rapporto tra dimensione (nonché contenuto) della tenda-cucina e la stazza del pescatore (più questo è ‘di peso’, più la sua tenda cucina è di dimensioni generose).
V: “Visto qualche partenza?” La classica domanda che il carpista fa quando a passeggio (magari con la ‘morosa’) incontra sulle rive un altro ‘collega’ che non conosce. Serve anche per far capire a chi ci sta davanti che condividiamo la sua passione e, quindi, parliamo lo stesso linguaggio. Sicuramente un ottimo pretesto per ‘attaccare bottone’, ma anche per sentirsi sulla nuca (come la mitologica ‘spada di Damocle’) gli occhi per nulla compiacenti della nostra Lei…
Z: Zanzara. Insetto apparentemente solo fastidioso ma il carpista sa che in estate è il peggior nemico sul quale difficilmente riusciamo ad avere la meglio… Si può tramutare in un vero e proprio incubo in luoghi dove è presente in maniera massiccia (per esempio Circondariale di Ostellato oppure Laghi di Mantova, dove sono autentici ‘tacchini con il pungiglione’). In queste situazioni siamo costretti a ritirarci nelle nostre tende e ad evitare al massimo di uscire, a volte anche in caso di partenza. Pena un salasso doppio di sangue degno di un donatore nel pieno della sua lodevole attività.
Sono nella speranza che questo articoletto, oltre ad avervi fatto sorridere un poco, faccia riflettere sulle cose veramente importanti che, al di là della battuta scherzosa, ho cercato di comunicarvi. Sicuramente per tantissimi sono cose scontate, ma per chi da poco tempo si è avvicinato a questo meraviglioso mondo credo siano importanti nonché basilari per affrontare la nostra sessione in assoluta tranquillità, sicurezza e divertimento che, ricordiamocelo sempre, sono gli aspetti fondamentali della nostra disciplina.
Un arrivederci a presto ed il mio più sincero… No! Per scaramanzia non lo dico ma tanto sapete già cosa volevo dire. Bye!